Il prezzo del tempo nell’economia della conoscenza
Secondo l’economia classica di Smith, Ricardo e Marx il prezzo della merce è dato dalla sommatoria di tre fattori: ammortamento dei mezzi di produzione, costo delle materie prime e costo del lavoro.
L’economia attuale, sia quella della produzione reale dei beni che quella della loro distribuzione, è sempre meno un’economia di “esecuzione” e sempre più di “organizzazione”. Queste forme di economia hanno sempre più a che fare col “pensare” e “conoscere” e “sapere” piuttosto che col vero e proprio “fare”, “eseguire”. Per questo motivo si parla di “economia della conoscenza”.
Ora, per gli economisti classici il costo del lavoro umano era un costo su base oraria. Il salario dell’operaio era considerato come salario orario. Ed ancora oggi è così, con il piccolo inconveniente che il salario orario nell’economia della conoscenza è, nel migliore dei casi, un anacronismo.
Per restare nell’economia materiale, infatti, quanto tempo occorre per “pensare” un processo produttivo o una innovazione? Eppure, un’innovazione è certamente un prodotto, seppure un prodotto dell’ingegno.
Su base oraria, il costo dell’ingegno è pressoché zero perché nessuno sa come si produce un’idea. Sta di fatto che, d’improvviso, viene un’idea. Perché viene? Perché in quel momento? Perché a te e non a me?
Le risposte a queste domande ci sono ed sono piuttosto complesse … almeno alcune: ma nessuna di esse ha a che fare col tempo.
D’altro canto, se la tariffa oraria non risulta adeguata per il lavoro prodotto, su quale base dovrò calcolare il prezzo?
Ecco, a questa domanda, per adesso, io non so ancora rispondere e, penso, neanche il resto della società. Quello che però posso dire senza ombra di dubbio è che se pagate un prezzo basso per un servizio web-economy, con molta probabilità avete pagato il prezzo orario dell’operatore alla tastiera. E siate sicuri che questo non è sufficiente per il vostro business!
La verità è che lo sviluppo tecnologico ai nostri tempi è piuttosto veloce e per garantire un servizio di qualità e di elevata professionalità serve molto ozio. L’ozio è il padre dei vizi, e per questo il programmatore è rappresentato nell’immaginario collettivo come grasso, sporco, alcolizzato e fumatore. Ma la verità è che l’ozio consente il surfing, la lettura e, in una parola di valenza professionale, l’aggiornamento continuo. Quest’ultimo è un grande valore per le strutture tecnologiche e web-based. Purtroppo è considerato un costo voluttuario. Una ditta di web hosting o marketing guarda l’uovo oggi e perciò non consente “distrazioni” ai propri operatori sui terminali. Al contrario, noi pensiamo di essere competitivi sul mercato facendo sviluppare la gallina per domani.
Possiamo perciò concludere con un motto: lavorar meno per lavorar meglio e guadagnare (almeno) la stessa cifra di chi vi vende l’uovo per oggi facendolo pagare come la gallina di domani.