La musica in tasca è (anche) italiana

Codifiche audio

Viaggiando molto in treno, capita spesso di vedere altri pendolari sonnecchiare, e talvolta anche dormire profondamente, sul sedile di fronte. Altri, invece, sono svegli (chi più e chi meno), ma non ancora abbastanza da leggere o addirittura lavorare. Una cosa colpisce l’osservatore attento: gli auricolari.
Quasi tutti, specie tra i giovani (di spirito), si lasciano andare tra le braccia del proprio cantante preferito; in particolare, quasi tutti utilizzavano, fino a qualche mese fa, oggettini del tutto simili alle chiavette USB, ma con un ingresso per gli auricolari: i lettori MP3.

L’Italia e l’arte hanno un rapporto molto stretto, e la musica non è da meno. Non poteva quindi non esserci lo zampino di un italiano dietro lo standard MPEG-1 Audio Layer III, o MP3.
I file MP3 sono famosi per essere di dimensioni estremamente ridotte; l’algoritmo di compressione utilizzato per generare questi file è stato proposto all’MPEG (Moving Picture Experts Group), guidato da Leonardo Chiariglione, e approvato come standard nel 1992.

Le dimensioni ridotte sono causate anche (inevitabilmente) da alcune perdite; per questo, il formato MP3 è un formato lossy (con perdite, contrapposto a lossless). Si pensi ad esempio che un CD riproduce i suoni codificati a 1.411 kilobit al secondo, mentre il formato MP3 arriva a 320.
Nonostante la perdita di informazione, l’MP3 ha riscontrato un elevato successo per la semplicità di decodifica, tanto (appunto) da poter essere riprodotto da un dispositivo molto piccolo.

Il lavoro di Chiariglione e dei suoi colleghi non si è limitato all’MP3, che rimane tuttavia una delle espressioni più presenti dell’MPEG: sono infatti stati standardizzati molti altri algoritmi per l’uso del suono e del video su supporto informatico: MPEG-2 (dal sito dell’MPEG) per TV digitale, set top box (decoder) e DVD; MPEG-4 per il multimedia nel Web; MPEG-7 per la descrizione e la ricerca di contenuti audio e visuali; MPEG-21, “Il framework multimediale”; MPEG-A per i formati specifici delle applicazioni. Dal 1988 ad oggi il gruppo ha prodotto 125 standard indipendenti.
Al momento, il lavoro è particolarmente concentrato sulla codifica video 3D, codifica video ad alta efficienza e una seconda edizione di MPEG-M, lo standard per ecosistemi di media digitali.

Sebbene l’MP3 non si possa considerare del tutto un’invenzione italiana, la firma di Leonardo Chiariglione come presidente dell’MPEG può permetterci di rivendicarne qualche bit. Un po’ di Italia è nelle tasche di molti pendolari…


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