Il diritto di essere anonimi – parte 2
Nello scorso articolo abbiamo discusso dell’anonimato da un punto di vista teorico, evidenziando specialmente le minacce e le motivazioni che possono spingerci a voler essere il più possibile invisibili nella rete. Innanzitutto, è necessario chiarire un aspetto che molti internauti fraintendono: navigare anonimi non è di per sé illegale (semmai, potrebbero esserlo le azioni commesse mentre si naviga).
Come era già stato introdotto nello scorso articolo, sono diversi gli elementi che ci possono identificare nella rete.
Il principale è certamente l’Indirizzo IP, un numero da 32 bit (IPv4) o 128 bit (IPv6) che identifica in modo univoco ogni dispositivo connesso. Per questo motivo una delle principali tecniche per rendersi anonimi è quella di modificare (IP spoofing) o nascondere (ad esempio dietro ad un proxy) il proprio indirizzo IP.
Con la diffusione della rete queste tecniche sono diventate sempre più alla portata di tutti; ad esempio, qualora un utente desiderasse raggiungere un livello di anonimato basilare potrebbe sfruttare uno dei molti proxy online esistenti come www.online-proxy.net o www.anonymouse.org.
Il concetto alla base di questo sistema è che il proxy si frappone nella connessione tra voi (client) e il sito che richiedete (server).
Al server pertanto non comparirà il vostro indirizzo IP, ma l’indirizzo del proxy su cui “rimbalza” la vostra richiesta.
In realtà il livello di anonimato garantito da un proxy del genere è minimo, in primo luogo perché esso filtra solo le richieste HTTP, mentre sarebbe opportuno “proxare” anche altri protocolli; quindi, perché le informazioni che ogni computer rilascia sono sempre maggiori.
Infatti, per un perfetto anonimato bisognerebbe occultare anche altri dati quali lo user-agent (informazioni sul browser e sul sistema operativo) e il MAC Address (indirizzo univoco assegnato alla scheda di rete), oltre ad assicurarsi di navigare in un ambiente localmente “asettico”.
L’occultamento, o meglio la modifica, dello user-agent e del MAC Address sono di facile attuazione.
Per il primo esistono diversi plugin compatibili con tutti i browser più diffusi, come ad esempio User Agent Switcher per Firefox.
Per il secondo invece, si può procedere tramite qualche tool apposito, oppure tramite terminale, qualora utilizziate sistemi Unix. Ad esempio, nella maggior parte delle distribuzioni Linux basta utilizzare la sequenza di istruzioni
sudo ifconfig nome_interfaccia down
sudo ifconfig nome_interfaccia hw ether nuovo_mac_address
sudo ifconfig nome_interfaccia up
le quali prima disattiveranno l’interfaccia selezionata (solitamente eth0 o wlan0), e poi modificheranno
l’indirizzo MAC con il nuovo da noi inserito che può essere qualsiasi, purché rispetti il formato di 12 cifre
esadecimali, con ogni coppia separata dai due punti. In realtà i comandi possono variare sensibilmente in base al sistema utilizzato, ad esempio, sotto Mac OS X sono differenti sebbene anch’esso si basi su Unix.
Per la creazione di un ambiente sicuro ed asettico localmente invece si può semplicemente lavorare sulle impostazioni del proprio browser disabilitando i cookie ed altri elementi come l’invio automatico di dati, oppure utilizzare la funzione di
navigazione in incognito implementata da molti browser moderni.
Un buon livello di anonimato si può pertanto ottenere combinando insieme tutti gli elementi che abbiamo appena visto.
A tale scopo esistono varie suite di strumenti che consentono di farlo in automatico, e con sforzo minimo.
Sicuramente uno dei progetti più famosi in questo senso è Tor. Il progetto Tor mette a disposizione gratuitamente una serie molto vasta di strumenti, ed in particolare il Tor Browser Bundle Package che una volta attivato effettuerà in automatico tutte le operazioni necessarie per creare un ambiente ottimale di navigazione anonima, sfruttando persino una versione modificata di Firefox chiamata Aurora tramite cui navigare. Tor non utilizza un solo proxy, ma dispone di una rete, la rete Tor, attraverso la quale i pacchetti della nostra connessione vengono passati a varie stazioni intermedie, e ogni volta incapsulati ulteriormente. Tramite questa connessione stratificata, usata
anche in ambiti militari, il livello di anonimato garantito è molto superiore rispetto ai metodi tradizionali.
Tenete presente ovviamente che la navigazione tramite Tor, proprio per questo motivo, risulta spesso molto lenta.
I metodi presentati sono tra i più comuni e chiaramente alla portata di tutti, ma sono in grado di soddisfare ben oltre la soglia la necessità di anonimato di un utene comune. Quindi, non fatevi intimorire, essere anonimi è un diritto.