Viaggio nell’Open Source – 5: La cattedrale e il bazaar (4)

La cattedrale e il bazaar

In questa serie di articoli si è provato ad analizzare il processo di sviluppo del software Open Source, secondo l’approccio fornito da Eric S. Raymond nella sua opera “La cattedrale e il bazaar”.

Nel titolo del libro si riassume la principale differenza tra sviluppo classico e sviluppo Open.
Normalmente, il software è sviluppato in modo estremamente organico ed organizzato, con una figura (persona o team) che si occupa della progettazione (non a caso “Software Architect”) e una miriade di persone per la più o meno specializzata manovalanza (i programmatori).
Il software Open, invece, ha un approccio completamente diverso: come in un bazaar, il processo è più spontaneo. Ogni banco (sviluppatore) ha la propria mercanzia (conoscenze) e si prende un posto libero (compito), senza precise o predeterminate valutazioni di tipo logistico, commerciale o organizzativo.

Nonostante questa differenza, tuttavia, anche il bazaar richiede un minimo di organizzazione. Entra quindi in gioco il project leader, colui che si occupa di decidere quali mercanzie devono entrare nel bazaar, cioè quali sono le risorse necessarie perché il progetto si possa sviluppare al meglio.

Anche il software Open Source, quindi, ha bisogno di una figura leader, ma a ciascuno viene riconosciuto il proprio merito; basta dare un occhiata ai “credits” di un programma Open Source per notare quante possano essere le persone che partecipano a questi progetti.
Non solo: i programmi Open Source spesso raccolgono collaboratori anche non-programmatori, ad esempio traduttori per le diverse versioni nazionali, avvocati per eventuali tematiche legali… in Apache OpenOffice (già OpenOffice.org), ad esempio, collaborano anche degli storici.

Proprio qui risiede una grande potenzialità per i programmi Open Source: tutti possono contribuire, in molti modi. Il modo più semplice, aperto a tutti gli utenti, è segnalare correttamente malfunzionamenti e problemi.
Tutti i programmi Open Source in sviluppo hanno una struttura di “bug tracking”, tracciamento dei bachi, che ne costituisce la base per la manutenzione. Gli utenti stessi quindi dovrebbero sentirsi quasi obbligati ad una collaborazione costruttiva in tal senso, soprattutto se il programma è stato scelto per la sua natura Open.
Anche la raccolta di statistiche per le funzionalità più utilizzate, disponibile però solo per progetti supportati ad un certo livello (come Linux Debian o, appunto, Apache OpenOffice), è un modo per contribuire allo sviluppo del programma.

E’ importante che nel bazaar ognuno svolga bene il proprio compito, sia il mercante che l’acquirente. E’ quindi altrettanto importante che chi usa programmi Open Source sia consapevole che è possibile dare il proprio contributo per il miglioramento… e anche se la firma potrà non comparire, perché si è semplicemente segnalato un problema, si avrà comunque la soddisfazione di aver collaborato ad un progetto più grande.


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